
Lungo il margine settentrionale della Grande Barriera Corallina, i subacquei hanno descritto un silenzio inquietante. Aree un tempo animate dai rumori e dal movimento delle specie marine sono diventate stranamente silenziose.
I ricercatori dell’Università di Exeter hanno studiato se il ripristino del paesaggio sonoro di una barriera potesse contribuire a ripristinarne l’ecosistema. Il loro approccio, noto come arricchimento acustico, ha previsto il posizionamento di altoparlanti subacquei in zone di corallo degradato, con la diffusione di registrazioni provenienti da barriere sane nelle vicinanze. Sebbene potesse sembrare un’installazione artistica sul fondale marino, l’esperimento era fondato su solide basi scientifiche.
Nel corso di diverse settimane, gli scienziati hanno disposto cumuli di detriti corallini su fondali sabbiosi vicino a barriere attive. Alcune di queste aree sono state dotate di altoparlanti che riproducevano i suoni vivaci di ecosistemi corallini prosperi, mentre altre sono rimaste in silenzio. I subacquei sono tornati quotidianamente per monitorare le popolazioni ittiche.
I risultati sono stati sorprendenti. Le aree arricchite dal suono hanno attirato circa il doppio dei pesci rispetto a quelle silenziose. La diversità delle specie è aumentata in modo significativo: gli erbivori hanno iniziato a brucare le alghe, piccoli organismi spazzini si sono mossi tra i frammenti di corallo e, successivamente, sono comparsi anche i pesci predatori. Gradualmente, hanno ricominciato a delinearsi gli elementi di una catena alimentare funzionante.
Negli ultimi dieci anni, il cambiamento climatico ha intensificato il fenomeno dello sbiancamento dei coralli a livello globale. Lo stress termico costringe i coralli a espellere le alghe simbionti che forniscono loro colore e nutrimento. Il risultato è un corallo sbiancato che spesso muore. Con il declino del corallo, i pesci si allontanano e la barriera diventa ancora più silenziosa, alimentando una spirale negativa.
L’arricchimento acustico mira a interrompere questo ciclo, attirando nuovamente i pesci per un tempo sufficiente a riattivare i processi ecologici. Pur non rappresentando una soluzione definitiva al degrado delle barriere coralline, dimostra come i segnali comportamentali possano sostenere le strategie di ripristino.
La Princess Camilla of Bourbon Charitable Foundation, sotto il patrocinio di Sua Altezza Reale la Principessa Camilla di Borbone delle Due Sicilie, è consapevole che il ripristino degli ecosistemi oceanici è raramente semplice, data l’enorme scala temporale e spaziale su cui essi operano. Tuttavia, questo approccio mette in luce una verità affascinante su come la vita si organizzi sotto le onde: le barriere coralline non hanno sempre bisogno solo di essere ricostruite. A volte, hanno semplicemente bisogno di essere ascoltate ancora una volta.



